Il verde pensile e i tetti verdi




Verde pensile

 

Dott. Enrico Ottaviani
Consulenze energetiche e ambientali
enricoottaviani@yahoo.it
telefono 370 3145732
Sito web


Ø assorbe temporaneamente l’acqua piovana e la rilascia lentamente per cui evita gli allagamenti per tracimazione della rete fognaria e ne rallenta l’obsolescenza a fronte dei nuovi insediamenti urbani

Ø filtra l’inquinamento urbano e riduce l’anidride carbonica

Ø filtra l’acqua piovana inquinata



Øraffredda l’aria per evapotraspirazione di vapore acqueo

Ø riduce la velocità del vento

Ø favorisce l’insediamento di ecosistemi animali

Ø riduce la trasmissione dei rumori all’interno dell’edificio

Ø riduce gli effetti delle “isole di calore urbane”



Ø aumenta il volano termico della copertura

Ø aumenta la resistenza termica della copertura

Ø protegge il manto impermeabile e ne prolunga la durata

Ø è uno strumento di nuovi linguaggi architettonici

 

I Giardini pensili di Babilonia


In Mesopotamia Nabuccodonosor II (634  – 562 a.C.) realizza una delle 7 Meraviglie  del Mondo...


I giardini pensili furono costruiti per la  moglie Amytis, in modo che non rimpiangesse la Persia regione di cui era originaria, ricca di vegetazione

I giardini furono probabilmente costruiti nei pressi del fiume Eufrate, presentavano una struttura a terrazze, in posizione dominante sopra le mura di Babilonia.

I giardini furono adornati con alberi e piante di ogni specie portati fino a Babilonia da tutte le parti del mondo conosciuto


La prosperità dei giardini dipendeva da un efficiente sistema d'irrigazione

Alla base dei gradini erano presenti due bacini collegati tramite condotte sotterranee al fiume Eufrate



L'acqua dei veniva sollevata tramite grandi ruote a gradini con secchi azionate da schiavi arrivando al piano superiore dove riveniva sollevata nel solito modo fino a giungere ad una cisterna in alto (sistema noria)



Da lì l'acqua, scendendo, formava ruscelli e cascate che percorrevano lungo la pavimentazione dei giardini, mantenendo il suolo umido e quindi creando un habitat ideale per la coltivazione anche di alberi da frutto



La noria è una ruota idraulica che ha la funzione di sollevare acqua sfruttando la corrente di un corso idrico


Giardini verticali


Allestire un giardino verticale all’interno di un edificio non solo abbellisce l’ambiente, rendendolo più vivibile, ma purifica l’aria, regola l’umidità nell’ambiente e la temperatura, assorbe co2, se esterno assorbe anche i raggi UV.


Giardini verticali - La riscoperta dei rampicanti

Il verde verticale è definito da alcuni esperti come «una chimera inutilmente costosa».

Ci si riferisce al verde verticale realizzato con le artificiose tecnologie moderne e non ai classici rampicanti radicanti a terra



Parthenocissus tricuspidata




Parthenocissus tricuspidata (sin. Ampelopsis vetchii) o vite americana (fam. Vitaceae), originaria della Cina e del Giappone, fu importato in Europa verso la metà dell’800 da John Gould Veitch

La specie si è ormai naturalizzata in Europa al punto che è stata ritrovata allo stato spontaneo in alcuni boschi della Slovenia fino a 2.100 m di altitudine


E’ una specie rampicante i cui rami possono raggiungere i 15-20 m di lunghezza, provvista di viticci con ventose.

Le foglie semplici sono caduche, di forma da ovata a orbicolare, trilobate e da 10 a 15 cm di larghezza. Fiori pentameri di colore verde, molto melliferi, posti in cime composte; frutti di colore blunerastro, di circa mezzo centimetro di diametro.


E’ una specie rustica, particolarmente. resistente al freddo (-15°C).

Pur trovando soddisfatte le propria. esigenze in terreni ricchi di sostanza, organica, riesce a svilupparsi anche in contesti pedologici marginali ed crescere bene sia in luoghi ombrosi che soleggiati, ma è nei primi che il colore delle foglie si esprime al meglio


Una delle caratteristiche di pregio della specie è la elevata capacità di ricoprire completamente ampie superfici

Grazie al notevole sviluppo ed alla presenza di ventose riesce in breve tempo a ricoprire facciate di palazzi ed antiestetici muraglioni. Durante il periodo primaverile-estivo la disposizione regolare delle foglie consente un effetto ombreggiante sulle pareti delle abitazioni, esposte ai raggi solari.

È una pianta rampicante praticamente ubiquitaria in Italia grazie alla notevole adattabilità a condizioni climatiche estreme.


Le cure colturali si limitano spesso solo alla potatura eseguita in inverno per il contenimento della pianta.

E’ una pianta rampicante, bella, ma troppo invadente. La sua vitalità è cosi forte che dopo aver ricoperto una parete, dai suoi rami si originano altri rametti che non potendosi attaccare al muro, sporgono in fuori, facendo volume e rompendo cosi l’armonia della parete

 

Il caso Boutique Hotel Stadthalle a Vienna

 



Il verde verticale totalmente tradizionale (rampicanti) di questo hotel austriaco è bello, non pretenzioso ed arrogante, efficace e a bassi costi di progettazione e realizzazione e soprattutto di manutenzione



L´edificio storico dell’hotel è stato allargato nel 2009 con una cosiddetta sezione passiva, il cui consumo di energia fossile è pari a zero.

Grazie a moduli fotovoltaici, impianti solari e pompe di calore, è il primo hotel in zona urbana di tutto il mondo a emissioni zero.

 La facciata della nuova parte di questo eco hotel a Vienna è stata realizzata con una costruzione di calcestruzzo.


Il nuovo edificio è una costruzione a sé, separata dall´edificio storico.

I due edifici sono collegati unicamente tramite la cantina ed il pianoterra.

Il fabbisogno energetico necessario per il riscaldamento e la ventilazione è assicurato mediante gli impianti fotovoltaici dell´hotel.

Il controllo del riscaldamento e dell´aerazione avviene attraverso il giusto grado di coibentazione delle pareti.

Nei soffitti così come nelle pareti si trovano dei tubi sintetici, attraverso i quali passa dell´acqua.

Il caso Boutique Hotel Stadthalle a Vienna

L'acqua piovana viene raccolta da un impianto di captazione con relativa cisterna e utilizzata per sciacquone e irrigazione del giardino

84 m² impianto fotovoltaico

Il pozzo fornisce l´energia per il condizionamento dell´edificio e l´acqua sotterranea per il funzionamento delle pompe di calore

130 m² di pannelli solari per acqua calda e riscaldamento dell´aria dell´impianto di ventilazione controllata

Illuminazione a LED e lampade a risparmio energetico

Il caso Boutique Hotel Stadthalle a Vienna

Lo scambio necessario di aria della ventilazione controllata avviene attraverso il sistema di ventilazione controllata con un recupero energetico del 90%

Ha anche turbine microeoliche (che però necessitano ancora di licenza)

Due distributori, dotati di apparecchi di ricarica permettono agli ospiti in possesso di auto elettriche di rifornire le loro auto gratuitamente con corrente elettrica (anche questi aspettano l’autorizzazione)





L’impermeabilizzazione

«Il 70% dei danni ad edificio è causato dalle infiltrazioni d’acqua»

Nella realizzazione e nella progettazione di un tetto verde, lo strato di impermeabilizzazione (elemento di tenuta) riveste un’importanza fondamentale.

Inutile progettare e realizzare la parte verde, il substrato e lo strato isolante se poi a causa di difetti di posa nell’impermeabilizzazione, il giardino pensile diventa una fonte di problemi.

In realtà se piove in casa la colpa non quasi mai del tetto verde ma dell’errata posa dell’impermeabilizzazione e della sua errata scelta



Le coperture verdi hanno casomai solo effetti positivi sulle stratificazioni di impermeabilizzazioni sottostanti se sono state adottate tutte le prescrizioni sulla scelta e posa dei materiali idonei.

Non ci sono differenze (tranne la difesa antiradice) nella impermeabilizzazione tradizionale rispetto a quella sotto a un tetto verde.

L’unica differenza è in caso di infiltrazioni è molto più difficile trovare e riparare il guasto

Le radici non sono hanno la capacità non solo di alzare e spostare ma hanno anche un’elevata capacità di perforazione nei confronti di determinati materiali.

Tra questi materiali ci sono anche quelli usati per la realizzazione dello strato di impermeabilizzazione.

Molte delle infiltrazioni nei tetti verdi sono dovute alla perforazione dell’elemento di tenuta da parte delle radici

Le radici non sono hanno la capacità non solo di alzare e spostare ma hanno anche un’elevata capacità di perforazione nei confronti di determinati materiali.

Tra questi materiali ci sono anche quelli usati per la realizzazione dello strato di impermeabilizzazione.

Molte delle infiltrazioni nei tetti verdi sono dovute alla perforazione dell’elemento di tenuta da parte delle radici

Per combattere le radici ci sono 3 possibili soluzioni e tecnologie

I materiali per loro natura resistenti (es PVC) ci sono tecniche di giunzione mediante saldatura e sigillatura che evitano che la radici si infili tra uno strato e l’altro

I materiali non resistenti possono essere rinforzati tramite sottile lamine di rame

La soluzione più diffusa oggi è quella di mescolare al materiale in fase di produzione delle sostanze che bloccano lo sviluppo della radice (come il «Preventol» della Bayer)

Le membrane per coperture a verde , per poter essere marchiate CE, devono possedere la certificazione di resistenza alle radici secondo la norma europea UNI EN 13948 (che sostituisce la vecchia UNI 8202-24).

Detta prova ha una durata di 2 anni , e viene svolta conformemente alla procedura FLL, riconosciuta in ambito CEN ( Comitato Europeo di Normazione) come perfettamente adatta a stabilire la resistenza alle radici delle membrane utilizzate nel realizzazione di  tetti giardino

Con la membrana in esame, vengano rivestite delle apposite vasche con fondo ispezionabile,

I recipienti vengono successivamente riempiti di terra nella quale viene coltivata la vegetazione prevista dalla norma (Pyracantha coccinea ed Agropyron repens).

Alla fine del test, se le periodiche ispezioni, non hanno mai mostrato né alterazioni visive nella crescita della vegetazione, né perdite di impermeabilità, si procede all’esame visivo dei campioni di membrana, previa asportazione del terreno e del al vegetazione, per valutare eventuali lesioni o forature dovute alla penetrazione nella membrana , delle radici o dei rizomi.

Un prodotto adatto allo scopo sarà venduto corredato da una idonea certificazione antiradice, un documento o una dichiarazione che riporta che il materiale ha superato con esito positivo il test antiradice richiesto dalla normativa.

Non basta un semplice bollino «antiradice».

Materiali come polietilene per imballaggio, ghiaia, tessuti non tessuti, pannelli di drenaggio, o anche il massetto in calcestruzzo… non resistono al passaggio delle radici

Alcune piante hanno apparati radicali molto aggressivi, e alcune case dichiarano che i loro materiali impermeabilizzanti sono certificati contro l’aggressione di queste specie.

Ma l’associazione tedesca per il verde pensile (FBB) ha indicato le specie a rischio facendo oltretutto riferimento alla norma FLL che esclude dalla certificazione antiradice le specie con forte crescita rizomatosa (es. il bambù).

Infatti il bamboo perfora totalmente anche materiali antiradice verificati dal test FLL



Costi

I costi sono variabili e variano da 70-80 €/mq. ad alcune centinaia di €/mq., in relazione alle tipologie del verde pensile scelto ed alla complessità dell’intervento

In generale gli interventi di verde estensivo costano decisamente meno di quelli intensivi e, ovviamente, un intervento progettato in fase costruttiva costa in media di meno che uno realizzato su un edificio preesistente

Buona parte dei costi sono peraltro sovente ammortizzabili con i risparmi legati al miglioramento dell’efficienza delle coperture.